Fior d’olivo…che ci riserva il futuro?

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Maggio è il mese in cui fioriscono gli ulivi, e in cui si inizia a meditare sulla produzione che verrà. Certo, come insegnano i tecnici, non siamo davanti ad un’equazione matematica, e quindi tanti fiori uguale tanti frutti, ma quello che vediamo ci offre senza dubbio una speranza rispetto a quello che è successo nello scorso anno. Oltre ai fiori, però, per avere un quadro d’insieme più esplicativo e concreto, è necessario tenere in considerazione il modo in cui la pianta è gestita a livello idrico e nutrizionale e ovviamente la varietà.

Ma conosciamo più da vicino i fiori dell’olivo. Essi sono di piccole dimensioni, non hanno profumo e sono tutti bianchi. Sono raggruppati in infiorescenze chiamate mignole e sono ermafroditi: l’impollinazione avviene grazie al vento che sposta il polline.

Fondamentali sono poi le giuste condizioni climatiche: infatti un lungo periodo di siccità prima del tempo della fioritura, potrebbe rischiare di mettere in difficoltà la stessa. Ovviamente a questo si può ovviare con una giusta irrigazione, che va a mitigare l’assenza di pioggia.

Ma il momento davvero fondamentale è quello dell’allegagione: cioè dopo che i fiori si sono aperti e sono stati fecondati, la formazione del frutto stesso. Però dopo la piena fioritura sono necessari un paio di mesi per capire se l’allegagione è andata davvero bene. In genere, ogni 18 fiori dovrebbero formarsi tre frutti.

Chiudiamo quella carrellata sulla fioritura con una considerazione: l’olivo è considerato in genere una pianta a produzione biennale. Ora, quello che è successo lo scorso anno, l’abbiamo visto tutti…ma per scaramanzia non diciamo nulla: però incrociamo tutti le dita!

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