olio

È una storia antica quella che lega l’olio al territorio delle Marche, una storia che ha le sue origini oltre 2000 anni fa, in epoca romana.

Una storia fatta di fatica e risultati sempre preziosi, che s’interrompe brevemente nel corso delle invasioni barbariche ma che risorge con forza durante il Medioevo, quando gli ordini monastici fecero ripiantare gli ulivi che servivano per le funzioni religiose ma anche per le cucine dei Monasteri. I contadini potevano tenere parte dell’olio, come pagamento e da questo comportamento si sviluppò la mezzadria, che divenne il perno sul quale si resse l’economia della regione per molto secoli.

L’olio marchigiano è sempre stato un olio pregiato, talmente prezioso che le navi che venivano dalle Marche pagavano un pedaggio consistente alla Repubblica di Venezia. Il nostro olio era addirittura diviso da olii di altre provenienze, perché grazie al colore e al sapore di qualità superiore, veniva venduto nello specifico a Fiorentini e Veneziani.

Il periodo d’oro dell’olio è durato fino al Seicento, mentre tra il Seicento e il Settecento questo prodotto quasi scomparve. Quando però scesero i Francesi, una delle iniziative di Napoleone fu dare dei primi a chi avesse messo dimora delle piante di olivo. Restava la mezzadria, che non era certo favorevole ai contadini: in certi casi si arrivava a restituire al padrone fino all’80% del totale.

Nel secolo scorso e in questo, si è assistito sempre di più alla riscoperta di valori antichi, ma portati avanti con metodi moderni, che ha fatto sì che la produzione dell’olio marchigiano presenti una qualità davvero elevata, pur se come quantità rappresenta un valore piccolo nell’insieme della produzione italiana.

Insomma, fossero ancora vivi i Dogi veneziani, non disprezzerebbero di far condire ancora una volta i loro piatti con l’olio di oliva delle Marche!