scadenza

Avete mai sentito il detto : vino vecchio e olio nuovo? Si tratta di un modo di dire popolare, che però in parte ci mostra come questi prodotti abbiano tempistiche di consumo molto diverse. Eppure forse molti di noi se lo chiedono: l’olio può scadere? Esiste una data oltre la quale è meglio non consumarlo?

A differenza del vino, che ha bisogno di tempo per migliorare, l’olio con il tempo inizia a perdere le sue caratteristiche organolettiche. Non che faccia male: però la Comunità Europea indica come 18 mesi il limite dopo il quale il produttore non è più responsabile dell’alimento che ha venduto.

Infatti dopo quella data, i principi contenuti in esso, come abbiamo detto, perdono forza. Gli acidi grassi si ossidano: con tutto quel che ne consegue.

Ma allora l’olio fa male dopo i 18 mesi? In realtà no: basti pensare che è esso mezzo di conservazione dei cibi, che possono essere consumati anche dopo parecchio tempo. Però ovviamente non possiamo più aspettarci che si tratti di un olio della stessa qualità di quando è stato acquistato. C’è da fare attenzione al fatto che va riportata per legge la data di imbottigliamento e non quella di realizzazione dell’olio.

Insomma: se desiderate mantenere intatte nei vostri piatti tutte le qualità dell’olio, dovete provvedere a consumarlo entro la data indicata!

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