mosca olive

All’ondata di caldo che ha attraversato tutta l’Italia si è sostituito qualche giorno fa un abbassamento delle temperature: anche se attualmente possiamo dire che l’estate sembra essere tornata, osservando i nostri ulivi ci troviamo quindi a domandarci se quest’anno riusciremo a salvare il raccolto dalla presenza della terribile mosca olearia.

Ma siamo davvero tutti in grado di capire la differenza tra olive danneggiate da una qualsiasi altra causa e olive danneggiate dalla mosca olearia? È stato pubblicato sul sito teatronaturale un articolo davvero interessante che mostra proprio come poter distinguere i danni della mosca olearia da quelli degli effetti atmosferici o di altri parassiti.

Se ad esempio nella vostra zona si sono verificati quest’estate forti temporali è possibile che le olive all’apparenza sane ne abbiano in realtà risentito: per verificarlo è sufficiente ad esempio prendere un’ oliva e andare a incidere la polpa con un coltellino. Se per esempio all’interno i tessuti sono più scuri e sono molli significa, che ha ricevuto i colpi del maltempo. Non solo: se poi le olive si staccano facilmente dai rami appena dopo essere state sfiorate significa che i danni da vento e grandine possono essere più gravi di quello che si pensava. Per questo motivo è bene verificare ciò che è successo effettivamente ed eventualmente effettuare un trattamento rameico: il rischio è infatti che nelle ferite provocate dal maltempo si possano insidiare batteri o funghi.

Se si tratta invece della famigerata lebbra dell’ulivo è possibile osservare come sul frutto siano presenti macchie di necrosi o color nocciola di forma semicircolare che si deprimono al centro. In genere c’è una sola macchia per ogni oliva che poi si espande nel tempo, dando alla fine al frutto un aspetto mummificato. Anche per la lebbra dell’olivo sarebbe importante effettuare interventi con il rame in autunno e in primavera.

Ma il fenomeno che più può portare ad essere scambiato per quello della mosca olearia è l’attacco da parte di insetti succhiatori. Infatti il danno che riescono a fare è molto simile a quello della puntura della mosca olearia e può servire addirittura una lente ingrandimento per notare le differenze, anche se in realtà osservando da vicino si potrà vedere come il tessuto diventa molle e può essere assimilato a quello dei danni da cattivo tempo.

Ovviamente tra tutti questi problemi quello più sentito è legato all’esistenza della mosca delle olive: la sua puntura presenta in genere una forma triangolare ed è abbastanza inconfondibile agli occhi dei più esperti. Ora restiamo in attesa di sapere quali saranno gli effetti della nuova ondata di caldo sulla situazione della mosca olearia nelle olive e ci raccomandiamo…. continuate vigilare!

 

Qui trovate ottime immagini esplicative!

http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/21681-non-tutti-i-segni-sulle-olive-sono-punture-di-mosca-impariamo-a-distinguerli.htm