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Dicembre si avvicina a lunghissimi passi e siamo ormai ai bilanci: è terminata anche la lavorazione di Fiordolio e possiamo tirare il fiato e vedere un po’ cosa ne è stato di questo 2014.

Tutto è fatidico, diceva Stephen King in una sua famosa raccolta di racconti, ed è stato fatidico anche l’anno appena trascorso. Ma il Fato non si è dimostrato certo dei più benevoli: e per accorgersene non serve nemmeno andare a scartabellare tra i tanti articoli dedicati alla produzione di olio nelle ultime settimane. L’avete visto da voi, giusto? E’ stato sufficiente osservare gli ulivi che voi o i vicini avete negli orti e nei terreni, guardare da vicino quelle povere olive stroncate da una collana di disgrazie per capire che di olio ce ne sarebbe stato davvero poco…o non ce ne sarebbe stato affatto.

Per tanti di voi, il famoso “olio di casa” fa parte di abitudini alimentari che vengono da lontano: c’è sempre stato. Era quello dei nonni, quello dei genitori, quello che voi stessi avevate ricavato dopo il paziente lavoro di bacchiatura degli ulivi: ci portavate orgogliosi le vostre olive e vi riportavate via l’oro verde, che per tutto l’anno avrebbe dato gusto e salute ai vostri piatti.

Quest’anno è diverso, e forse solo ora si riesce a capire il valore di quello che manca, la fortuna di avere una natura generosa che in questi mesi si è scoperta matrigna suo malgrado. Effettuando la lavorazione in conto terzi lo abbiamo visto in maniera evidente. Basta poi guardare i quotidiani nazionali per scoprire che sono state colpite quasi tutte le regioni d’Italia e che la produzione è crollata in alcune zone del 60/70% rispetto al 2013. 

Nella provincia di Macerata la produzione è stata inferiore all’anno scorso di 4000 quintali. Il dramma è stato causato principalmente da una vera e propria infestazione di parassiti, favorita inizialmente da un inverno mite poi supportata dall’eccessiva umidità e dallo scarso calore di una primavera e di un’estate che non sono mai decollate.  Ad alcune aziende quindi, la mosca olearia e la tignola hanno compromesso l’intero raccolto, ad altre invece, che hanno adottato in maniera più accorta i tempestivi trattamenti, hanno comunque reso la vita difficile danneggiando solo parte del raccolto. (per ulteriori info potete visitare questo link )

Come dicevamo, forse solo in situazioni come questa arriviamo davvero a capire il valore delle cose: è la stessa sensazione provata vedendo fluire il nostro Fiordolio durante la lavorazione, perché nonostante tutto siamo riusciti a garantire un’elevata qualità al prodotto. Ora dobbiamo guardare al futuro, nella speranza che ad un’annata così sfortunata ne succeda una invece più positiva. Dopo l’articolo su Cuore Verde, in settimana vi racconteremo nei minimi particolari il Fiordolio di quest’anno…perché il Fato ci avrà messo senza dubbio lo zampino, ma il nostro cuore antico non si arrende mai!